03

Aug
2017

Sardegna insolita, borghi e sapori da scoprire ad Autunno in Barbagia

Posted By : Italian Flavours/ 378

Dì la verità, quando pensi ad una vacanza in Sardegna, la prima cosa che ti viene in mente sono quei colori incredibili che caratterizzano le calette e le spiagge più belle dell’Isola, che fanno capolino da cartelloni pubblicitari e su depliant turistici. Non c’è dubbio che il mare in Sardegna sia così bello da non aver nulla da invidiare alle destinazioni da cartolina dei Caraibi. La differenza è che in Sardegna c’è qualcosa in più del mare. Quella che gli antichi greci chiamavano Ichnusa è un piccolo continente dove è possibile vivere una quantità incredibile di esperienze di viaggio. Ti dirò di più, ci sono tantissime cose da vedere e da fare da queste parti, non solo sul mare, anzi!

La Sardegna dell’interno, la Barbagia in primis (o forse sarebbe meglio dire le Barbagie), custodisce quanto di più sardo tu possa immaginare. Dai paesaggi da cartolina alla pastorizia, dalla natura incontaminata al sardo parlato come prima lingua, dagli abiti tradizionali indossati nella vita di tutti i giorni e nelle feste più partecipate ai piccoli musei e siti archeologici che raccontano di una storia millenaria, unica nel Mediterraneo.

Se vuoi assaporare la vera essenza dell’Isola è meglio venirci un po’ fuori dalla stagione estiva. Il periodo migliore per esplorare la Barbagia infatti è l’Autunno.

Scopriamo insieme perché.

 

 

 

Che cos’è Autunno in Barbagia

Nasce tutto ad Oliena nel 1996, un bel paese alle porte di Nuoro, “capitale” della Barbagia. Qui gli abitanti, spinti dal loro tradizionale spirito di ospitalità, decisero di organizzare un evento in cui avrebbero aperto i cortili delle case storiche a turisti e visitatori, mostrando tradizioni e bellezze del paese nella maniera più sincera e autentica che conoscevano: invitando le persone a casa propria. La manifestazione si chiamava Cortes Apertas che in italiano vuol dire, appunto, cortili aperti.

Immediatamente, questa iniziativa è stata condivisa da tanti altri paesi della zona che, con l’aiuto della Camera di Commercio di Nuoro, hanno trasformato una manifestazione di ospitalità spontanea in uno degli appuntamenti più importanti per scoprire la Sardegna. Ogni anno sono più di 25 i borghi che partecipano al circuito di Autunno in Barbagia, aprendo le proprie porte a tutti coloro che vogliono scoprirne tradizioni, culture, costumi, vicoli, profumi e sapori.

Visitando la Barbagia in autunno e in inverno, ti immergerai completamente nella vita comunitaria che caratterizza tutti i paesi più autentici.

 

 

 

Dove andare? I borghi da vedere assolutamente

Ogni anno la rassegna inizia dal paese di Bitti nella prima settimana di settembre- dove trova casa il Museo Multimediale del canto a Tenore, patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO –  e si chiude a dicembre inoltrato nel paese limitrofo di Orune, dove il pezzo forte da vedere è sicuramente il sito archeologico del Pozzo sacro di Su Tempiesu.

Sono decine i paesi della Barbagia che ogni weekend di settembre, ottobre, novembre e dicembre si animano di iniziative ed ospitalità. Ogni paese è da visitare, ma ci sono alcune tappe del circuito che sono ormai considerate davvero imperdibili.

Oliena, il paese alle porte di Nuoro, in cui tutto nacque, è il paese dell’ottimo vino Nepente (di Oliena, appunto) rosso da abbinare con carni arrosto, tipiche del centro Sardegna.

Tappa imperdibile è quella di Mamoiada, non solo per le decine di cantine che producono un vino Cannonau tra i più buoni di Sardegna. Qui le Cortes diventano “Sas tappas”, vere e proprie tappe culinarie e culturali che da questo piccolo paese sardo connettono ospiti e visitatori con il resto del mondo grazie alla presenza di alcune corti dedicate ogni anno a cibi di differenti parti del mondo. Ciliegina sulla torta, la vestizione e la sfilata dei celeberrimi Mamuthones e Issohadores, le maschere del carnevale sardo più famoso, sono i due momenti topici di Autunno in Barbagia a Mamoiada.

Qui vicino, altra tappa da non perdere, è quella di Orgosolo, il paese dei murales con l’affaccio panoramico sul Supramonte più bello di tutta la Barbagia. Qui i muri decorati dai murales di artisti provenienti da tutto il mondo fanno il paio con le tradizioni ancora vive e di uso comune, che la popolazione locale non esita a mostrare. Autunno in Barbagia, che a Orgosolo coincide con la manifestazione Gustos e Nuscos, è l’occasione migliore per conoscere davvero uno dei paesi più autentici dell’isola.

Andiamo adesso sulle montagne, quelle vere. Giungiamo a Desulo, dove Autunno in Barbagia si cala perfettamente tra i boschi tipici delle alture con la manifestazione “La Montagna produce”. Un’ulteriore conferma che qui in Sardegna non c’è solo il mare, anzi! Accompagnato dai colori sgargianti degli splendidi abiti tradizionali, indossati dai cittadini e dalle cittadine di Desulo, scoprirai tradizioni e produzioni enogastronomiche intimamente legate ai monti più alti e impervi di tutta l’isola. Infatti, è proprio da qui che è possibile camminare lungo i sentieri che conducono alla cima più alta dell’isola: Punta La Marmora a 1834 slm.

Chiudiamo questi consigli sui borghi da visitare durante l’autunno con il comune più alto di tutta la Sardegna. Parliamo di Fonni, i cui circa 4000 abitanti vivono in armonia con il suggestivo massiccio del Gennargentu, che il premio Nobel Grazia Deledda definiva, a ragione, come “un orizzonte favoloso”. Quello di Fonni è il weekend di Autunno in Barbagia che più di tutti strizza l’occhio all’inverno. Infatti, non sarà una sorpresa durante la due giorni dedicata all’ospitalità, alle tradizioni e ai piatti tipici, essere circondati dal candore della neve. No, non è uno scherzo. In Sardegna c’è anche la neve. Sul Bruncu Spina, monte dei fonnesi per eccellenza, è anche possibile sciare! Si trova qui, infatti, l’unica stazione sciistica di tutta l’isola.

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti più gustosi da seguire, ma ogni weekend d’autunno, ogni paese, ogni vicolo, ogni tappa di questo lungo percorso in Barbagia saprà regalarvi delle belle sorprese.

 

 

 

 

 

I piatti tradizionali da assaggiare in Barbagia senza pensarci un attimo

Dopo aver esplorato i più bei paesi adesso andiamo al sodo. I sapori del cuore della Sardegna sono da sempre un’attrazione di questa terra. I prodotti tipici e le ricette tradizionali sono legate a doppio filo con la vita autentica e prevalentemente rurale di tutti questi paesi. Qui, la pastorizia è il settore economico più sviluppato e le prelibatezze enogastronomiche della zona ne sono una conseguenza evidente e… succulenta! Ma andiamo a scoprire le cose da mangiare assolutamente in Barbagia (non solo in autunno ma tutto l’anno):

  • Maccarones de poddighe: la tipica pasta fresca fatta in casa dalle sapienti mani delle donne barbaricine. Una pasta tanto bella da vedere quanto gustosa da mangiare, affogata nel classico sugo con il ragù di carne.
  • Purpuzza: un must assoluto dell’enogastronomia del centro sardegna. La purpuzza è la carne macinata con cui si preparano le salsicce di zona. La si può usare per preparare un ottimo ragù e per imbottire panini e spianate. Si accompagna in maniera magnifica con il pane carasau e, per i più esigenti, è un ingrediente insostituibile per una pizza con i fiocchi!
  • Maialetto arrosto e pecora bollita: la carne è la regina delle tavole barbaricine. Dai grandi pranzi di famiglia agli spuntini in campagna con amici e parenti, un maialetto arrosto allo spiedo non manca mai! La sua carne è talmente delicata che si scioglie in bocca, mentre la sua cotenna, rigorosamente croccantina, è la ciliegina sulla torta di un secondo piatto da combattimento. In alternativa, gli appassionati di carne rimarranno soddisfatti anche dalla bontà della pecora bollita, cucinata e servita con delle patate di contorno.
  • Pecorino arrosto su pane carasau: la bontà che non ti aspetti. Per le buone forchette più indomite, non mancherà occasione di puntellare il lauto pasto barbaricino con del pecorino artigianale arrostito davanti alla stessa brace con cui viene cotta la carne. Nel momento in cui il formaggio stagionato inizia a sciogliersi, ne viene tagliata una fetta, che viene posata ancora calda su un foglio di pane carasau o su una tipica spianata.
  • Seadas: da Oliena a Mamoiada, da Bitti a Fonni, qualunque sia la tappa di Autunno in Barbagia, i vostri pasti non possono non chiudersi con questo dolce, che può essere considerato un pasto a se stante. Così, per rimanere leggeri e agili per passeggiare tra le cortes e i vicoli dei paesi, dovete assolutamente assaggiare una seada (o sebada, o seata, o sevada, ogni paese la chiama con una pronuncia differente): una sorta di frittella ripiena di formaggio filante e cosparsa di ottimo miele o di tanto zucchero.
  • Vino Cannonau: dulcis in fundo, tutte queste bontà hanno bisogno di un vino forte, corposo e deciso che sappia tener testa ai sapori forti delle carni arrosto e del sugo al ragù. Un vino frutto della lavorazione di uve autoctone e dal tasso alcolico sicuramente non per principianti. In Barbagia, per innaffiare i tuoi pranzi, le tue cene, i tuoi spuntini avrai sempre una certezza, di nome Cannonau!